Simona Concilio

Simona Concilio si laurea nel 1996 in Chimica Industriale con voti 110/110 e lode presso la  Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli discutendo la tesi: “Sintesi e caratterizzazione di polimeri contenenti segmenti molecolari con potenziali proprietà ottiche non lineari del secondo ordine”, svolta presso il Dipartimento di Chimica, sotto la guida dei relatori: Prof. A. Sirigu e Dr. R. Centore.

Nel 1997 vince il concorso ad un posto di Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche, indirizzo Macromolecolare, presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Napoli, dove, sotto la guida del Prof. A. Sirigu, si interesserà di “Sintesi e caratterizzazione di polimeri con proprietà ottiche non lineari”.

Nel 1998 è invitata all’ETH (Politecnico Federale) di Zurigo, nell’ambito di una collaborazione bilaterale di un anno su sintesi e caratterizzazione di matrici polimeriche per applicazioni in ottica non lineare, nel gruppo del Porf. U. W. Suter, Dipartimento di Materiali, ETH Zürich. Svolge inoltre, in questo periodo, attività didattica come Lab assistant in ‘Praktikum fur Allgemeine Chemie des 1. und 2. Semesters’.

Nel 1999 vince il Premio G. Randazzo, conferito dalla Società Chimica Italiana, sezione Campania, per la migliore tesi di Dottorato di Ricerca in Chimica nel 1999.

Nel 2000 risulta vincitrice di un Assegno di Ricerca sul tema: ‘Sintesi e caratterizzazione di polimeri cristallo-liquidi reticolabili, per applicazioni nel campo dell´ottica non lineare e della fotoluminescenza’, presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica ed Alimentare dell’Università di Salerno, nel gruppo del Prof. P. Iannelli.

Nel 2001 collabora con i Proff. F. Diederich (Dip. di Chimica Organica) e P. Günter (Dip. di Fisica) del Politecnico Federale ETH Zürich, su un progetto di ‘Sintesi di composti organici e loro caratterizzazione ottica non lineare’, in cui lavora sulla caratterizzazione dell’attività ottica non lineare del terzo e secondo ordine di composti coniugati.

Nel 2002 vince una borsa di studio post-dottorato presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica ed Alimentare dell’Università di Salerno.

Nel 2003 vince il concorso a Ricercatore Universitario, settore disciplinare Chimica Generale (CHIM/03), presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Salerno.

Interessi di ricerca

Sintesi e caratterizzazione di azo-polimeri per drug-delivery

La ricerca è volta alla realizzazione di nuovi materiali polimerici contenenti il legame azo in catena principale, ottenuti per policondensazione interfacciale o in soluzione. Questi polimeri possono essere impiegati come rivestimento di pillole o di microcapsule. Microcapsule costituite da polimeri contenenti il gruppo azo possono essere degradate da enzimi presenti nell’intestino; questo permette un rilascio controllato del farmaco contenuto nelle capsule nell’intestino crasso.

 

Progettazione e sintesi di polimeri antimicrobici

Obiettivo del lavoro di ricerca è la realizzazione di sistemi antimicrobici ottenuti sia per sintesi di nuovi polimeri ed oligomeri analoghi strutturalmente a peptidi recentemente scoperti, sia attraverso la modifica chimica di materiali già esistenti per inserzione di gruppi funzionali sulla matrice polimerica. L’identificazione dei polimeri avviene attraverso l’impiego di tecniche QSAR e l’utilizzo di database di peptidi antimicrobici. I polimeri attivi hanno numerosi impieghi; come materiali dalla superficie antimicrobica per prevenire infezioni batteriche, o come agenti antibatterici incorporati sulla superficie di molti dispositivi medici. Infine polimeri biodegradabili possono essere usati per rilasciare farmaci antibiotici. Nuovi polimeri antimicrobici e sistemi analoghi sono molto promettenti nel controllo delle infezioni legate all’uso di dispositivi medici.

 

Sintesi e caratterizzazione di materiali per la realizzazione di LED organici

I display OLED sono basati su strati di materiale organico a formare giunzioni di tipo p-n che emettono luce nella ricombinazione di elettroni e buche, all’applicazione di un campo elettrico. I vantaggi offerti dai LED organici rispetto alle sorgenti convenzionali sono molteplici e possono essere riassunti nei seguenti punti:
(i) alta efficienza di emissione di radiazione e bassi consumi energetici; (ii) spessori estremamente sottili del dispositivo e possibilità di realizzare dispositivi emittenti in modo uniforme su superfici estese; (iii) possibilità di integrare micro-ottiche direttamente sul substrato di supporto per indirizzare il fascio di luce nella direzione e con l’apertura angolare desiderata. Per quel che riguarda la sintesi, l’obiettivo è ottenere materiali organici elettroluminescenti, particolarmente puri. Ciò viene realizzato con la sintesi di sistemi, a basso ed alto peso molecolare, basati su unità fenil-ossadiazoliche e carbazoliche, che vengono poi filmati in strati di spessore nanometrico, per realizzare il dispositivo elettronico.

 

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